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	<title>tumore oculare Archivi - Carlo Mosci</title>
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	<description>Specialista Oculista - Specialista Chirurgia Oculare</description>
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		<title>Congresso &#8220;I tumori oculari: ne parliamo con gli esperti&#8221;</title>
		<link>https://www.carlomosci.it/congresso-i-tumori-oculari-ne-parliamo-con-gli-esperti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[guguweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 15:32:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[congresso]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[tumore oculare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Dott. Mosci è il Responsabile Scientifico del congresso &#8220;I tumori oculari: ne parliamo con gli esperti&#8221; che si svolgerà a Genova il 13 dicembre 2019. Scarica la locandina.</p>
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<p>Il Dott. Mosci è il Responsabile Scientifico del congresso  &#8220;I tumori oculari: ne parliamo con gli esperti&#8221; che si svolgerà a Genova il 13 dicembre 2019.</p>



<p><a href="https://www.carlomosci.it/wp-content/uploads/2019/08/brochure-i-tumori-oculari.pdf">Scarica la locandina</a>.</p>
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		<title>I tumori dell&#8217;occhio, quali sono e come diagnosticarli</title>
		<link>https://www.carlomosci.it/i-tumori-dellocchio-quali-sono-e-come-diagnosticarli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[guguweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2019 14:26:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[nei]]></category>
		<category><![CDATA[tumore oculare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I tumori dell’occhio sono diversi e possono essere localizzati sulla superficie o dentro l’occhio. I tumori della superficie coinvolgono prevalentemente la congiuntiva che è una pellicola trasparente che ricopre tutto l’occhio e l’interno delle palpebre. Questo tessuto ha molte somiglianze&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it/i-tumori-dellocchio-quali-sono-e-come-diagnosticarli/">I tumori dell&#8217;occhio, quali sono e come diagnosticarli</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it">Carlo Mosci</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I tumori dell’occhio sono diversi e possono essere localizzati sulla superficie o dentro l’occhio.</p>



<p>I tumori della
superficie coinvolgono prevalentemente la congiuntiva che è una
pellicola trasparente che ricopre tutto l’occhio e l’interno
delle palpebre.</p>



<p>Questo tessuto ha
molte somiglianze con la pelle: nella congiuntiva si possono
sviluppare lesioni non tumorali quali gli pterigi che sono delle
crescite eccessive del tessuto congiuntivale che va a ricoprire la
cornea, che è la parte trasparente dell’occhio che ricopre
l’iride.</p>



<p>Solo se lo pterigio cresce o se da evidenti alterazioni estetiche può/deve essere asportato chirurgicamente.</p>



<p>I tumori della
congiuntiva si dividono in tumori non pigmentati e in tumori
pigmentati.</p>



<p>La diagnosi di “sospetto” è sempre clinica pertanto per la diagnosi di certezza è necessaria l’asportazione chirurgica per permette al patologo di fare diagnosi definitiva con  l’esame istologico.</p>



<p>I tumori non
pigmentati sono i basiliomi e soprattutto i carcinomi della
congiuntiva. Raramente questi tumori si diffondono al resto del corpo
ma hanno una grande capacità di crescita sull’occhio e diventare
anche limitanti per la vista e pericolosi per l’occhio. Pertanto è
sempre necessario asportarli chirurgicamente eventualmente associando
successivamente un trattamento chemioterapico con collirio.</p>



<p>La diagnosi clinica
viene effettuata con lo strumento chiamato lampada a fessura (un vero
e proprio microscopio per l’esame dell’occhio) associato ad una
telecamera digitale per fotografare la lesione cosa necessaria per
impostare il progetto di asportazione chirurgica e per avere un dato
storico di cui tener conto in caso di ripresa di malattia.  
</p>



<p>I tumori pigmentati
della congiuntiva sono rappresentati dai nevi e dai melanomi; i nevi
sono lesioni benigne mentre i melanomi sono lesioni maligne.</p>



<p>I melanomi vanno
sempre asportati per evitare che crescano sull’occhio e soprattutto
che non si diffondano nel resto del corpo causando metastasi.</p>



<p>I nevi possono
essere controllati per verificare la loro evoluzione e per verificare
in caso di cambiamento la opportunità/necessità di asportarli sia
per determinare definitivamente la diagnosi sia per evitare che
evolvano in melanoma.</p>



<p>Queste lesioni
pigmentate della congiuntiva sono parenti stretti delle lesioni della
pelle pertanto chi ha un melanoma della congiuntiva è necessario che
faccia un controllo dermatologico per i nei.</p>



<p>Anche per queste
lesioni – nevi e melanomi della congiuntiva – si utilizza la
lampada a fessura con la telecamera digitale per fare diagnosi e/o
per seguire l’evoluzione .</p>



<p>I tumori che si
sviluppano dentro l’occhio sono principalmente i nevi e i melanomi.</p>



<p>Questi possono
svilupparsi sull’iride e in certe occasioni possono essere visti
anche a “occhio nudo”. Per diagnosticarli si utilizza la lampada
a fessura con la telecamera digitale e l’ecografia per il segmento
anteriore denominata UMB.</p>



<p>I nevi e melanomi
che si sviluppano dentro l’occhio possono essere diagnosticati solo
ad una attenta visita oculistica. I disturbi che la persona avverte
sono molto generici; non c’è un sintomo specifico che dia
testimonianza della presenza di un melanoma. Per solito la persona
avverte riduzione o fastidio della vista, corpi mobili che si muovono
ovvero flash; quasi mai si avverte dolore. Pertanto questi sono
sintomi attribuibili anche ad altre condizioni di malattia
dell’occhio.</p>



<p>Questi tumori
crescono in quella parte interna dell’occhio che si chiama coroide;
il problema del melanoma che cresce e determina da una parte
riduzione della vista e dall’altra soprattutto puo’ andare in
circolo nel corpo e dare le metastasi.</p>



<p>Tutti questi tumori
sono molto molto rari per questo motivo occorre un oculista esperto
che si occupa di questo tipo di malattie in centri specializzati che
possono garantire una diagnosi precoce, un trattamento adeguato e
soprattutto la prevenzione di metastasi e nuove malattie. 
</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I tumori oculari</title>
		<link>https://www.carlomosci.it/i-tumori-oculari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[guguweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 12:42:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[tumore oculare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contenuto divulgativo tratto da:https://www.fondazionebietti.it/it/tumori_oculari Diagnostica strumentale I principali tumori maligni intraoculari sono il melanoma e le metastasi coroideali nell’adulto, ed il retinoblastoma nel bambino. Le neoplasie congiuntivali principali, tipiche dell’adulto, includono il carcinoma squamoso e il melanoma della congiuntiva. I&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it/i-tumori-oculari/">I tumori oculari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it">Carlo Mosci</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Contenuto divulgativo tratto da:<br><a href="https://www.fondazionebietti.it/it/tumori_oculari">https://www.fondazionebietti.it/it/tumori_oculari</a></p>



<h2>Diagnostica strumentale</h2>



<p>I principali tumori maligni intraoculari sono il
melanoma e le metastasi coroideali nell’adulto, ed il
retinoblastoma nel bambino. Le neoplasie congiuntivali principali,
tipiche dell’adulto, includono il carcinoma squamoso e il melanoma
della congiuntiva. I tumori orbitari più frequenti annoverano, a
loro volta, l’angioma (benigno, del bambino e dell’adulto), il
rabdomiosarcoma (maligno, del bambino), il linfoma e le metastasi
(maligni, principalmente dell’adulto).</p>



<h2>Valutazione clinica</h2>



<p>L&#8217;approccio diagnostico comprende un’accurata
anamnesi familiare, indagando la presenza di malattie neoplastiche o
eredo-familiari nella famiglia. L’indagine sistematica procede con
una completa valutazione oftalmologica (acuità visiva, esame
biomicroscopico del segmento anteriore e posteriore, oftalmoscopia,
pressione endoculare), allargata a tutte quelle indagini di secondo
livello ritenute utili al caso specifico, quali: ecografia oculare,
tomografia a coerenza ottica (OCT) esame del campo visivo, studio
della funzionalità retinica e della via ottica. Le lesioni
riscontrate – sia a carico del segmento anteriore che posteriore
dell’occhio – dovranno sempre essere documentate
fotograficamente: questa indagine è fondamentale per valutare
obiettivamente nel tempo la storia naturale o l’effetto
dell’eventuale terapia. Altre indagini importanti in oncologia
oculare comprendono l’angiografia retinica e coroideale,
l’angiografia mediante Tomografia a Coerenza Ottica (angio-OCT),
l’autofluorescenza retinica e la microscopia confocale della
superficie oculare. In casi selezionati possono essere utili anche
specifiche indagini neuroradiologiche (TC e MRI). Qualora le
metodologie anzidette non siano dirimenti si ricorrerà a metodiche
diagnostiche mini-invasive, quali la citologia diagnostica, o
invasive, quali biopsie chirurgiche incisionali o escissionali
(asportazione parziale o totale della lesione).</p>



<h2>Terapia</h2>



<p>La terapia in oncologia oculare ed orbitaria si
basa su una pianificazione di equipe (team oncologico) e spetta
all’oncologo oculare il coordinamento di questa attività.
Attualmente l’approccio ai tumori oculari è per quanto possibile
conservativo, intendendo con questo termine la necessità di si
struggere la lesione neoplastica preservando l’occhio e la funzione
visiva. Quando la conservazione del bulbo oculare affetto dalla
neoplasia (maligna) può costituire pericolo per la vita del
paziente, l’occhio dovrà essere enucleato. La Radioterapia
costituisce la principale, e più efficace metodica di trattamento
dei tumori maligni e benigni dell’occhio. La radioterapia è
principalmente applicata per contatto (placchette episclerali
caricate con isotopi radiottivi), o con sorgenti esterne
(acceleratore lineare o di particelle pesanti). Altri trattamenti
eseguiti sono: la termoterapia transpupillare che trova indicazione,
associata alla chemioterapia, nella cura del retinoblastoma, come
anche la crioterapia, la chirurgia, la chemioterapia sistemica e
topica, la terapia fotodinamica, la chemioterapia superselettiva con
incannulazione dell’arteria oftalmica, l’iniezione intraoculare
di farmaci antineoplastici e l’immunoterapia.</p>



<h2>Patologie oculari</h2>



<p><strong>Melanoma Coroideale</strong><br>
Il melanoma della
coroide rappresenta il tumore maligno primitivo intraoculare più
frequente nell’adulto, con un’incidenza pari a 6 casi per milione
di persone/anno. La radioterapia conservativa (brachiterapia o
protoni accelerati) è oggi in grado di trattare in modo localmente
soddisfacente più del 95 percento dei casi. Per lesioni troppo
grandi si ricorre ancora all’enucleazione del bulbo oculare.
Nonostante i favorevoli risultati nel trattamento locale della
neoplasia, il melanoma della coroide rimane tuttora una patologia
potenzialmente mortale, con un rischio di metastatizazione a 10 anni
di circa il 50 percento.</p>



<p><strong>Metastasi Coroideale</strong><br>
Le metastasi
coroideali sono considerate la neoplasia intraoculare maligna più
frequente, anche se il loro riscontro clinico è piuttosto raro
perché colpiscono generalmente pazienti in fase avanzata di malattia
sistemica, in cui la visita oculistica è spesso omessa. La diagnosi
è principalmente oftalmoscopica, anche se va supportata da uno
studio ecografico, tomografico ed, eventualmente, angiografico.
L’aspetto oftalmoscopico è quello di lesioni singole, ma più
spesso multiple e⁄o bilatrali, ipopigmentate, sottoretiniche,
localizzate principalmente al polo posteriore, vicino a nervo ottico
e macula. Il trattamento delle metastasi coroideali è un trattamento
multidisciplinare, basato su chemioterapia sistemica e,
eventualmente, radioterapia (standard o brachiterapia) o altri
trattamenti focali (terapia fotodinamica).</p>



<p><strong>Retinoblastoma</strong><br>
Il retinoblastoma è il
tumore intraoculare maligno più frequente nell&#8217;età pediatrica. A
seconda dei casi può interessare uno o entrambi gli occhi e può
essere ereditario o meno. Ad oggi il retinoblastoma è un tumore che
ha una percentuale di sopravvivenza a 5 anni molto alta
(&gt;95percento). Il segno più comune d’esordio è la leucocoria
(riflesso bianco pupillare), che però rimane purtroppo un segno
tardivo. La terapia standard del retinoblastoma è la chemioriduzione
(chemioterapia sistemica mirata a far diminuire di dimensioni le
lesioni oculari) associata a terapie focali di consolidamento
(termoterapia, crioterapia, brachiterapia) o più recentemente alla
chemioterapia intra-arteriosa e la termochemioterapia. L’enucleazione
del bulbo oculare rimane una terapia curativa in casi con neoplasia
localmente avanzata.</p>



<p><strong>Emangioma coroideale circoscritto</strong><br>
L’emangioma
coroideale è il più frequente tumore primitivo vascolare della
coroide. Il tumore rimane generalmente misconosciuto fino a quando
diventa sintomatico. La comparsa di sintomi, calo dell’acuità
visiva e/o metamorfopsie, avviene generalmente nella terza o quarta
decade di vita. L’emangioma della coroide è un tumore benigno e
quindi il trattamento non è finalizzato alla distruzione del tumore
ma al mantenimento della migliore acuità visiva per il maggior tempo
possibile. Se il paziente non ha sintomi o calo dell’acuità visiva
il trattamento non è necessario ed il paziente andrà controllato
nel tempo. Se un sollevamento del neuroepitelio determina un calo
dell’acuità visiva il trattamento dovrà essere preso in
considerazione. Il trattamento oggi più utilizzato è la terapia
fotodinamica.</p>



<p><strong>Neoplasia squamosa corneo-congiuntivale</strong><br>
La
neoplasia squamosa corneo-congiuntivale comprende quadri clinici che
variano dalla displasia epiteliale semplice fino al carcinoma
squamoso francamente invasivo. La terapia standard è un’ampia
escissione chirurgica associata a crioterapia del letto chirurgico e
ricostruzione del piano congiuntivale. L’utilizzo di antimetaboliti
topici (chemioterapia in gocce) è stato recentemente introdotto, e
viene oggi sempre più utilizzato, nel trattamento integrato di
questa patologia, sia in associazione alla chirurgia che come terapia
singola.</p>



<p><strong>Melanoma congiuntivale</strong><br>
Il melanoma
congiuntivale è una neoplasia molto rara della congiuntiva, (meno
del 2 percento di tutti i tumori maligni oculari). L’approccio
terapeutico è guidato dalle dimensioni e dalla localizzazione del
melanoma. Nei melanomi di piccole dimensioni localizzati in sedi
favorevoli (congiuntiva bulbare e perilimbare) è sufficiente una
ampia resezione chirurgica, eventualmente associata alla
chemioterapia topica e a brachiterapia del letto mchirurgico. Nei
casi situati in sedi sfavorevoli (congiuntiva palpebrale, fornice,
caruncola e margine palpebrale) o di grandi dimensioni, l’escissione
chirurgica può non essere sufficiente anche se associata a
chemioterapia topica o radioterapia. Nei casi non rispondenti, molto
estesi e infiltranti l’orbita, l’exenteratio orbitae, tecnica
chirurgica radicale in cui si rimuove tutto il contenuto orbitario, è
ancora utilizzata. L’utilizzo di antimetaboliti topici viene oggi
sempre più utilizzato, principalmente nel trattamento di lesioni
premaligne (melanosi primaria acquisita).</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it/i-tumori-oculari/">I tumori oculari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it">Carlo Mosci</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il tumore all&#8217;occhio</title>
		<link>https://www.carlomosci.it/il-tumore-allocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[guguweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 12:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[tumore oculare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contenuto divulgativo tratto da:https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-allocchio Cos&#8217;è L&#8217;occhio, l&#8217;organo che ci permette di vedere, ha una struttura molto complessa. Semplificando molto, si può dire che è l&#8217;occhio è composto di tre parti: il globo oculare, l&#8217;orbita e i cosiddetti &#8220;annessi&#8221;. La struttura&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it/il-tumore-allocchio/">Il tumore all&#8217;occhio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it">Carlo Mosci</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Contenuto divulgativo tratto da:<br><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-allocchio">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-allocchio</a></p>



<h2>Cos&#8217;è</h2>



<p>L&#8217;occhio, l&#8217;organo che ci permette di vedere, ha
una struttura molto complessa. Semplificando molto, si può dire che
è l&#8217;occhio è composto di tre parti: il globo oculare, l&#8217;orbita e i
cosiddetti &#8220;annessi&#8221;.</p>



<p>La struttura principale, il&nbsp;<strong>globo
oculare</strong>&nbsp;è una sorta di sfera riempita di materiale
gelatinoso &#8211;&nbsp;<em>umor vitreo</em>&nbsp;&#8211; e rivestito da tre
membrane:</p>



<ul><li>
la&nbsp;<em>sclera&nbsp;</em>(riveste
	l&#8217;esterno dell&#8217;occhio e, nella parte anteriore, è in contatto
	diretto con la cornea, la membrana trasparente che permette la
	visione)
	</li><li>
l&#8217;<em>uvea&nbsp;</em>(la
	membrana centrale, composta da iride, coroide e corpo ciliare)
	</li><li>
la&nbsp;<em>retina&nbsp;</em>(la membrana più
	interna, formata da cellule nervose sensibili alla luce, in grado di
	trasmettere l&#8217;informazione al cervello attraverso il nervo ottico).
</li></ul>



<p>L&#8217;<strong>orbita</strong>&nbsp;è rappresentata dai tessuti
&#8211; muscoli e nervi &#8211; che circondano il globo oculare, mentre sono
considerati&nbsp;<strong>annessi </strong>strutture come le palpebre o le
ghiandole lacrimali.</p>



<p>Il tumore dell&#8217;occhio si può sviluppare a partire
dalle cellule che costituiscono i tessuti di queste tre regioni
principali e, a seconda delle cellule di origine, viene classificato
come&nbsp;<strong>intraoculare</strong>&nbsp;(con origine nel globo
oculare),&nbsp;<strong>orbitale</strong>&nbsp;(con origine nell&#8217;orbita)
o&nbsp;<strong>annessiale</strong>&nbsp;(o degli annessi, con origine nelle
strutture considerate annessi oculari).</p>



<h2>Quanto è diffuso</h2>



<p>Si stima che il <strong>melanoma uveale</strong> colpisca in
Italia circa 400-500 persone l&#8217;anno.</p>



<p>Prende origine quasi sempre (oltre il 90 per cento
dei casi) nella coroide e nel corpo ciliare, ma può presentarsi
anche a partire dall&#8217;iride.</p>



<h2>Chi è a rischio</h2>



<p>Non è semplice identificare i fattori di rischio
di sviluppare un tumore, soprattutto se si tratta di una neoplasia
non molto comune come quella dell&#8217;occhio.<br>
<br>
In base alle
attuali conoscenze, l&#8217;unico fattore di rischio noto per il&nbsp;<strong>linfoma
primario dell&#8217;occhio</strong>&nbsp;è imputabile a un sistema immunitario
particolarmente debole, tipico di persone affette da malattie come
l&#8217;AIDS o persone che assumono farmaci anti-rigetto a seguito di un
trapianto.<br>
<br>
Per quanto riguarda invece il&nbsp;<strong>melanoma
dell&#8217;occhio</strong>&nbsp;sono stati identificati altri fattori di rischio
come l&#8217;etnia (il tumore è più comune negli individui di pelle
chiara), il colore degli occhi (per il quale sono più a rischio le
persone con gli occhi chiari) e alcune condizioni ereditarie come la
sindrome del nevo displastico o la melanocitosi oculodermica (o nevo
di Ota), o anche la rara condizione ereditaria nota come sindrome
BAP1, in cui è presente un&#8217;alterazione del gene BAP1, che aumenta il
rischio di alcuni tumori, incluso il melanoma dell&#8217;occhio. Infine, il
rischio di melanoma aumenta con l&#8217;età ed è di poco più frequente
negli uomini che nelle donne.<br>
<br>
Un&#8217;eccessiva esposizione al
sole e alcune professioni (soprattutto quelle che favoriscono il
contatto con alcune sostanze chimiche potenzialmente nocive) sono
fattori di rischio possibili, ma non dimostrati con certezza per il
melanoma dell&#8217;occhio.</p>



<h2>Tipologie</h2>



<p>Quando si parla di&nbsp;<strong>tumore
intraoculare</strong>&nbsp;(del globo oculare) è importante innanzitutto
distinguere tra tumore&nbsp;<strong>primario</strong>&nbsp;&#8211; che ha origine
direttamente dalle cellule dell&#8217;occhio &#8211; e&nbsp;<strong>secondario</strong>&nbsp;&#8211;
costituito da metastasi di altri tumori (seno e polmone tra i più
comuni) che abbiano raggiunto l&#8217;occhio.</p>



<p>Tra i tumori intraoculari primari nell&#8217;adulto, il
più comune è il&nbsp;<strong>melanoma</strong>&nbsp;che in genere colpisce
l&#8217;uvea, una membrana costituita da cellule che producono melanina
(melanociti) e che viene in questi casi chiamato&nbsp;<em>melanoma
uveale</em>. Il melanoma dell&#8217;uvea &#8211; che in nove casi su 10 si
sviluppa a livello di coroide e corpo ciliare &#8211; è molto più raro di
quello che colpisce la pelle.</p>



<p>L&#8217;altro tipo di tumore intraoculare primario che
può colpire l&#8217;adulto è il&nbsp;<strong>linfoma</strong>&nbsp;(praticamente
sempre di tipo&nbsp;<a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/linfoma-non-hodgkin">non-Hodgkin</a>),
che origina dalle cellule immunitarie chiamate linfociti. Interessa
più comunemente persone anziane, debilitate o con problemi al
sistema immunitario.</p>



<p>Nei bambini, il tumore intraoculare primario più
comune, sebbene molto raro, è il&nbsp;<strong>retinoblastoma</strong>, una
malattia che prende il via dalle cellule della retina.</p>



<p>I tumori&nbsp;<strong>orbitali e annessiali
dell&#8217;occhio</strong>&nbsp;nascono da tessuti come muscoli, nervi o pelle.
In questa sede i tumori si sviluppano in maniera analoga a quanto
accade in altri distretti corporei diversi dall&#8217;occhio.</p>



<h2>Sintomi</h2>



<p>I principali sintomi dovuti a melanoma o linfoma
intraoculare sono legati a&nbsp;<strong>problemi visivi</strong>, in
particolare si possono riscontrare: vista offuscata, improvvisa
perdita della vista o comparsa di macchie nere all&#8217;interno del campo
visivo e lampi di luce.<br>
<br>
Sintomi specifici per il melanoma
intraoculare includono la perdita di una parte del campo visivo, la
presenza di una macchia scura all&#8217;interno dell&#8217;iride, il cambiamento
della dimensione o della forma della pupilla e il cambiamento della
posizione dell&#8217;occhio e del suo modo di muoversi.&nbsp;Nei pazienti
con melanoma dell&#8217;occhio in genere&nbsp;<strong>il dolore è raro</strong>&nbsp;e
i sintomi compaiono solo quando la malattia raggiunge gli stadi più
avanzati.<br>
<br>
Per quanto riguarda il linfoma intraoculare, che
di norma colpisce entrambi gli occhi, ma può dare problemi più
importanti in uno dei due, i sintomi specifici possono essere
arrossamento dell&#8217;occhio e sensibilità alla luce. Il dolore
all&#8217;occhio può essere presente, ma è in genere raro.<br>
<br>
È
importante ricordare che i sintomi tipici di melanoma e linfoma
intraoculari possono essere segno di una patologia meno grave: la
comparsa di puntini neri nel campo visivo è tipica, per esempio, del
processo di invecchiamento e spesso non ha nulla a che vedere con il
tumore. Nel caso di dubbio è comunque importante rivolgersi al
proprio medico che saprà consigliare il percorso migliore da
seguire.</p>



<h2>Prevenzione</h2>



<p>I fattori che portano allo sviluppo dei tumori
dell&#8217;occhio sono ancora in gran parte sconosciuti e, per questo
motivo, è impossibile definire una efficace strategia di
prevenzione.&nbsp;Anche se il legame diretto tra melanoma dell&#8217;occhio
ed esposizione alla luce solare non è stato dimostrato, alcuni
medici sostengono che proteggere sempre gli occhi con occhiali da
sole adatti (con protezione totale dai raggi UVA e UVB) allontani il
rischio di sviluppare questa forma tumorale e comunque &#8211; e questo è
certo &#8211; gli occhiali da sole aiutano a proteggere dal melanoma la
pelle che circonda gli occhi.</p>



<h2>Diagnosi</h2>



<p>Il primo e più importante passo per la diagnosi
di un tumore intraoculare &#8211; sia esso melanoma o linfoma &#8211; è senza
dubbio la&nbsp;<strong>visita da uno specialista</strong>, l&#8217;oftalmologo, che
dopo una serie di domande per verificare la presenza di eventuali
sintomi sospetti o di fattori di rischio, procederà con una visita
accurata. Nel corso della visita lo specialista controlla la visione
e i movimenti dell&#8217;occhio e anche i vasi sanguigni all&#8217;esterno
dell&#8217;occhio (se ingrossati potrebbero infatti indicare la presenza di
un tumore) utilizzando anche strumenti specifici &#8211; oftalmoscopio,
lente gonioscopica eccetera &#8211; che permettono di vedere meglio
all&#8217;interno dell&#8217;occhio.<br>
<br>
La visita dell&#8217;oftalmologo in
genere è sufficiente per diagnosticare un melanoma intraoculare, ma
nel caso di dubbio possono essere necessari anche altri esami
come&nbsp;<strong>ecografia o angiografia con fluoresceina</strong>&nbsp;che
permette di vedere i vasi sanguigni all&#8217;interno
dell&#8217;occhio.<br>
<br>
La&nbsp;<strong>biopsia</strong>&nbsp;non viene
utilizzata molto spesso nel caso di sospetto melanoma intraoculare
anche perché è molto difficile prelevare una quantità di tessuto
sufficiente senza danneggiare l&#8217;occhio e potrebbe esserci anche il
rischio di diffondere il tumore, mentre è praticamente necessaria
per raggiungere una diagnosi certa di linfoma intraoculare. In questo
secondo caso si procede con la&nbsp;<strong>vitrectomia</strong>, cioè il
prelievo di una porzione della sostanza gelatinosa posta all&#8217;interno
dell&#8217;occhio e chiamata umor vitreo.</p>



<p>Una volta che il tumore dell&#8217;occhio è stato
diagnosticato è possibile procedere con esami che permettono di
verificare se la malattia si è diffusa anche in altre regioni
dell&#8217;organismo:&nbsp;<strong>radiografia al torace, tomografia
computerizzata, risonanza magnetica e</strong>, per il linfoma,
anche&nbsp;<strong>tomografia a emissione di positroni (PET)</strong>.<br>
<br>
Nel
caso di linfoma intraoculare è infine possibile procedere con
una&nbsp;<strong>puntura lombare</strong>&nbsp;per prelevare il liquido
cerebrospinale, un linquido che circonda cervello e midollo spinale.
Questo esame serve per verificare se sono presenti cellule di linfoma
anche in tale liquido, e quindi se il linfoma è diffuso anche in
altri distretti anatomici, dal momento che questo tumore spesso
colpisce cervello e midollo spinale.</p>



<h2>Evoluzione</h2>



<p>Per i tumori intraoculari non esiste un unico
sistema di stadiazione, cioè l&#8217;insieme dei criteri che permettono di
assegnare uno stadio della malattia e di capire quanto sia estesa e
di ottenere indicazioni per la scelta del trattamento e sulla
prognosi.</p>



<p>Per il melanoma dell&#8217;occhio può essere utilizzato
il&nbsp;<strong>sistema TNM</strong>&nbsp;che prende in considerazione tre
elementi: l&#8217;estensione del tumore (T), stato dei linfonodi (N; se
sono stati raggiunti o meno dalle cellule tumorali) e presenza di
metastasi (M), cioè quando le cellule tumorali raggiungono altri
organi, diversi o a distanza dalla sede iniziale in cui si è
sviluppato il tumore primitivo. Alle lettere TMN possono essere
associate ulteriori indicazioni che definiscono meglio il quadro, per
esempio numeri progressivi che indicano una gravità crescente. La
combinazione delle tre lettere definisce i diversi stadi della
malattia.</p>



<p>Tuttavia, invece del sistema TNM, in molti casi i
medici preferiscono utilizzare il&nbsp;<strong>sistema COMS</strong>&nbsp;(Collaborative
Ocular Melanoma Study, Studio collaborativo melanoma oculare), un
metodo di stadiazione che classifica i melanomi dell&#8217;occhio come
piccoli, medi o grandi a seconda dello spessore e del diametro della
massa tumorale.</p>



<p>Per quanto riguarda il linfoma intraoculare,
invece, non esiste un sistema di stadiazione unico e quindi si
possono utilizzare i criteri usati per la stadiazione del linfoma non
Hodgkin, in particolare il sistema&nbsp;<strong>Ann-Arbor</strong>&nbsp;che
distingue quattro stadi di avanzamento della malattia.</p>



<h2>Come si cura</h2>



<p>I tumori intraoculari sono piuttosto rari ed è
quindi più che mai importante, in questi casi, rivolgersi a un
centro specializzato dove medici esperti saranno in grado di
consigliare la terapia migliore per trattare la malattia cercando di
preservare la capacità visiva.<br>
Il trattamento può essere
diverso in base alla stadiazione della malattia e alle
caratteristiche del paziente e può essere utilizzata più di una
opzione terapeutica.</p>



<p>La&nbsp;<strong>chirurgia</strong>&nbsp;rappresenta
un&#8217;opzione di trattamento nel caso di melanoma intraoculare, mentre
non viene utilizzata nel caso di linfoma. Oggi la chirurgia &#8211;
iridectomia, resezione, enucleazione eccetera a seconda delle
caratteristiche del tumore &#8211; è meno diffusa rispetto al passato ed è
stata in buona parte sostituita dalla&nbsp;<strong>radioterapia</strong>&nbsp;che
spesso permette di distruggere le cellule tumorali senza danneggiare
in modo eccessivo la vista. Nonostante i progressi delle tecniche
radioterapiche &#8211; che nel caso di melanoma dell&#8217;occhio possono essere
a raggi esterni o interni, sotto forma di brachiterapia &#8211; in alcuni
casi resta il rischio di perdere la vista o di andare incontro a
problemi quali cataratta, distacco della retina, glaucoma o
sanguinamento nell&#8217;occhio poiché vengono danneggiate alcune
strutture.</p>



<p>In alcuni casi di melanoma (ma non di linfoma)
viene utilizzato il&nbsp;<strong>laser</strong>&nbsp;per eliminare le cellule
tumorali: la&nbsp;<em>termoterapia pupillare</em>, per esempio, si
serve del laser per scaldare il melanoma intraoculare e distruggere i
tessuti malati, mentre la&nbsp;<em>fotocoagulazione laser</em>&nbsp;&#8211;
che usa luce ad alta energia per bruciare il tumore &#8211; può risultare
efficace per piccoli melanomi. Come per la radioterapia vi possono
essere danni da laser terapia ad alcune parti dell&#8217;occhio con perdita
della vista.</p>



<p>La&nbsp;<strong>chemioterapia</strong>&nbsp;non è molto
efficace per curare il melanoma intraoculare, ma viene utilizzata da
sola o in combinazione con radioterapia per curare il linfoma
intraoculare. I farmaci chemioterapici possono essere somministrati
per via&nbsp;<em>sistemica</em>&nbsp;(iniettati in vena o sotto forma
di pillole per via orale per raggiungere tutti i distretti corporei),
ma anche per via&nbsp;<em>intraoculare</em>&nbsp;con iniezioni
nell&#8217;occhio che permettono di concentrare al massimo il farmaco
nell&#8217;area dell&#8217;occhio o<em>intratecale</em>, cioè direttamente nel
fluido cerebrospinale nel caso il linfoma si sia già diffuso oltre
l&#8217;occhio. I possibili effetti collaterali della chemioterapia
dipendono dal tipo di farmaco usato e dalla dose utilizzata.</p>



<p>Alcuni&nbsp;<strong>anticorpi monoclonali</strong>&nbsp;efficaci
per la cura del linfoma non intraoculare possono anche essere usati
per il linfoma che colpisce l&#8217;occhio.<br>
Per il melanoma sono in
fase di studio&nbsp;<strong>farmaci immunoterapici</strong>&nbsp;che aiutano il
sistema immunitario dell&#8217;organismo a contrastare le cellule tumorali
e&nbsp;<strong>terapie &#8220;intelligenti&#8221;</strong>, capaci di colpire in
modo mirato i geni coinvolti nello sviluppo della malattia.</p>
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		<title>Come si riconoscono i tumori oculari</title>
		<link>https://www.carlomosci.it/come-si-riconoscono-i-tumori-oculari/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 12:27:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[tumore oculare]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>I tumori oculari rappresentano una malattia rara per l&#8217;oculistica e sono responsabili dell&#8217;1-2% dei decessi per tumore.<br> Il tumore più frequente è il melanoma, da non confondere con il melanoma della pelle, che può colpire tutte le parti dell&#8217;occhio e in particolare la coroide, il tessuto che riveste all&#8217;interno l&#8217;occhio; in questo caso si parla di melanoma della coroide, il tipo di tumore oculare più frequente. A oggi l&#8217;incidenza, cioè il numero di nuovi casi in un anno, è di 350-400 casi; per questo motivo il melanoma è considerato una patologia rara.<br> I Centri specialistici che si occupano dei tumori oculari sono pertanto pochi in italia e in Europa. Proprio perché si tratta di una patologia rara la prevenzione non è efficace e risulterebbe molto costosa. La possibilità di avere centri nazionali altamente specializzati come quello del Galliera (insieme a quello della Clinica oculistica dell&#8217;Università di Padova e quello della Clinica oculistica dell&#8217;Università Cattolica all&#8217;ospedale Gemelli di Roma) garantisce in modo rapido ed efficace la presa in cura dei pazienti inviata da medici oculisti.<br> La diagnosi viene effettuata con una visita oculistica completa e con l&#8217;ecografia oculare; per completare l&#8217;inquadramento diagnostico viene anche effettuata una angiografia (esame con liquido di contrasto) chiamata oCT, la cosiddetta TAC dell&#8217;occhio.<br> I melanomi oculari sono tumori maligni e possono pertanto disseminarsi nel corpo e dare metastasi, principalmente al fegato. A oggi le possibilità di cura prevedono soprattutto la radioterapia, che permette di distruggere in modo pressoché completo il tumore all&#8217;interno dell&#8217;occhio; questo permette di non dover sacrificare l&#8217;occhio e poter mantenere, in modo differente da caso a caso, la vista.<br> La radioterapia può essere eseguita direttamente sull&#8217;occhio mediante l&#8217;applicazione di placche di rutenio radioattivo, utilizzate presso il nostro ospedale (presso il centro di Padova vengono utilizzate anche quelle di iodio radioattivo).<br> Inoltre la radioterapia viene svolta mediante il trattamento con i protoni accelerati; questo genere di radioterapia viene effettuato grazie a una convenzione con il Centre Antoine Lacassagne &#8211; Cyclotron Biomedical di Nizza in Francia. L&#8217;alternativa terapeutica alla radioterapia è quella chirurgica, che prevede l&#8217;enucleazione &#8211; cioè l&#8217;asportazione in toto dell&#8217;occhio &#8211; cui fa seguito una chirurgia plastica ricostruttiva.<br> Altre patologie oncologiche rilevanti sono i tumori secondari che derivano da un tumore presente in altra parte del corpo (tipicamente il tumore della mammella nella donna e il tumore del polmone nell&#8217;uomo).<br> È molto importante sottolineare che accanto all&#8217;attività dello specialista oculista si è sviluppata una collaborazione interdisciplinare con i medici oncologi, i chirurghi , i radiologi, i radiologi interventisti e i genetisti che compongono il DMT &#8211; Disease Management Team &#8211; vale a dire un gruppo di lavoro che ogni settimana valuta in modo interdisciplinare tutti i casi di tumore oculare.<br> Il DMT a oggi è da considerare lo strumento più efficace di cura per un malato oncologico.</p>
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