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	<title>melanoma Archivi - Carlo Mosci</title>
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	<description>Specialista Oculista - Specialista Chirurgia Oculare</description>
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		<title>Melanoma intraoculare</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 12:45:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Contenuto divulgativo tratto da:https://www.galliera.it/20/58/strutture-sanitarie/Oculistica%20oncologica/schede-oculistica-oncologica/melanoma-intraoculare Centro specialistico di Oncologia oculare &#8211; Scheda di approfondimento I tumori oculari rappresentano l’1-2% delle neoplasie, sono pertanto una patologia rare ma importante sia per l’occhio sia per la salute generale. Nell’infanzia il tumore più frequente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it/melanoma-intraoculare/">Melanoma intraoculare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it">Carlo Mosci</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Contenuto divulgativo tratto da:<br><a href="https://www.galliera.it/20/58/strutture-sanitarie/Oculistica%20oncologica/schede-oculistica-oncologica/melanoma-intraoculare">https://www.galliera.it/20/58/strutture-sanitarie/Oculistica%20oncologica/schede-oculistica-oncologica/melanoma-intraoculare</a><br></p>



<p><strong>Centro specialistico di Oncologia oculare &#8211; Scheda di approfondimento </strong> </p>



<p>I tumori oculari rappresentano l’1-2% delle
neoplasie, sono pertanto una patologia rare ma importante sia per
l’occhio sia per la salute generale.</p>



<p>Nell’infanzia il tumore più frequente è il
retinoblastoma.</p>



<p>Nell’adulto i tumori più frequenti in ordine di
importanza sono le metastasi intraoculari, il melanoma intraoculare e
l’emangioma della coroide.</p>



<p>Nell’adulto il melanoma intraoculare rappresenta
il 90% di tutte le neoplasie oculari.</p>



<p>L’incidenza è calcolata essere di 6-7 casi per
milione di abitanti ( in Italia circa 350-400 nuovi casi ogni anno).</p>



<p>Il melanoma intraoculare invia metastasi
attraverso il sangue; la prima localizzazione si manifesta nel fegato
in oltre il 95% dei casi.</p>



<p>Il melanoma intraoculare si presenta in vari modi;
quasi sempre è unificale e unilaterale. Non è una malattia
ereditaria né familiare.</p>



<p>La diagnosi avviene il oltre il 98% dei casi con
l’oftalmoscopia binoculare indiretta e l’ecografia. Con
l’ecografia in particolare oltre ad una valutazione del volume e
della forma del tumore con la tecnica B scan, si può ottenere una
tipizzazione tissutale con la tecnica standardizzata in A scan.</p>



<p>Raramente si è costretti ad effettuare una
biopsia per fare diagnosi. Ad oggi peraltro si rende necessario
effettuare una prelievo del tessuto mediante tecnica
dell’agoaspirato, in quei casi in cui si effettua la terapia
conservativa, per permettere al patologo di effettuare la valutazione
citogenetica. Infatti, alterazioni del quadro cromosomico si sono
rilevate informazioni particolarmente utili come fattore di rischio
dello sviluppo delle metastasi (in particolare la monosomia del
cromosoma 3 associato ad alterazioni del cromosoma 8 e 6).</p>



<p>Il trattamento del melanoma è diverso a seconda
della localizzazione, delle dimensioni, dell’associazione al
distacco retinico essudativo, della capacità visiva dell’occhio
malato e delle condizioni dell’occhio controlaterale.</p>



<p>La terapia può essere o radicale sul tumore ( il
tumore viene asportato) ovvero conservativa ( il tumore viene
distrutto ma non asportato).</p>



<p>La terapia conservativa è prevalentemente
effettuata mediante la radioterapia. La radioterapia può essere a
contatto (brachiterapia) mediante placche di Rutenio o placche di
Iodio ovvero dall’esterno (teleterapia) mediante l’acceleratore
di protoni.</p>



<p>Per effettuare la radioterapia con placche il
paziente deve essere sottoposto ad intervento per l’applicazione
della placca sulla superficie oculare in corrispondenza dell’area
della lesione. La placca viene mantenuta sull’occhio per un tempo
calcolato in base alla caratteristiche del tumore stesso. Un secondo
“rapido” intervento viene effettuato per asportare la placca.</p>



<p>La radioterapia con&nbsp; protoni prevede una
prima fase effettuata dall’oculista che prevede un intervento per
il centraggio della lesione mediante l’applicazione sulla
superficie dell’occhio in corrispondenza dei margini della lesione
di piccoli “bottoncini” &#8211; clips di tantalio &#8211; denominati clip di&nbsp;
tantalio. La seconda fase è propriamente quella della terapia e
viene svolta in centri specializzati mediante l’acceleratore di
protoni. Di norma il trattamento si svolge in due settimane. Durante
la prima settimana vengono effettuate le simulazioni mentre nella
seconda settimana viene effettuato il trattamento in 4 sedute
successive. I centri principali in Europa per numero di trattamenti
effettuati sono quello svizzero di Villingen e quelli francesi di
Nizza e Parigi. Altri centri sono presenti a Liverpool, Berlino e,
ultimo nato, Catania.</p>



<p>La caratteristica principale dei protoni accelerati oltre alla quasi assoluta precisione balistica, è la possibilità di ricostruire al piano di terapia sul computer la situazione anatomica del tumore nell’occhio non limitandosi al solo repere chirurgico così come avviene per la radioterapia con placche.     </p>



<p>Le indicazioni al trattamento variano a seconda
delle dimensioni e della localizzazione del tumore.</p>



<p>Per i tumori di piccola dimensione molto spesso
localizzati presso le strutture centrali dell’occhio, in
considerazione del danno che può essere arrecato alla vista può
essere effettuato un periodo di “osservazione” nel tempo.
Peraltro per le lesioni piccole la cui diagnosi può non essere
definitiva&nbsp; sono stati definiti dei parametri di rischio
evolutivo che sono: spessore oltre 2 mm, presenza di liquido
sottoretinico, presenza di sintomi visivi, presenza di pigmento
“orange” sulla superficie del tumore, vicinanza del margine del
tumore alla papilla ottica.</p>



<p>In caso di tumori sempre di piccole dimensione ma
più evidenti può essere effettuato il Trattamento Termico
Transpupillare (T.T.T.) mediante laser a diodi. Ad oggi però questo
trattamento di limitate indicazioni viene associato a placca di
rutenio per effettuare un trattamento cosiddetto a combinato per
trattare la superficie del tumore con la terapia termica e la base
del tumore con la radioterapia mediante placca. Questo trattamento
combinato può pertanto essere dedicato a tumori con sede equatoriale
– posteriore ma non adiacenti a papilla ottica o macula con
spessore comunque non superiore a 4-5 mm senza presenza di liquido
sottoretinico.</p>



<p>La radioterapia con placche radioattive viene
invece dedicata ai tumori di media dimensione della zona equatoriale
–periferica dell’occhio. Le placche di rutenio possono trattare
tumori con spessore non superiore a 5-6 mm e diametro non superiore a
16 mm; le placche di iodio arrivano a trattare tumori fino a 7-8 mm
di spessore e con diametro non superiore a 16 mm.</p>



<p>La radioterapia con protoni accelerati può in
teoria trattare tumori di qualsiasi dimensione grazie alle sue
possibilità conformazionali e dosimetriche. Viene clinicamente
dedicata a tumori del polo posteriore e a tumori di media grande
dimensione con volume non superiore al 40% del volume dell’occhio.</p>



<p>La radioterapia con protoni è anche utilizzata
efficacemente per i tumori del corpo ciliare e dell’iride in questo
caso onde evitare l’asportazione chirurgica con conseguente
fotofobia.</p>



<p>La radioterapia stereotassica con gamma-knife
viene utilizzata solo in casi particolari di tumori al polo
posteriore.</p>



<p>L’asportazione del tumore dalla sclera viene
utilizzata in casi di tumori voluminosi con dimensioni non superiori
ad un quadrante e non del polo posteriore soprattutto in caso in cui
si associ distacco retina essudativo ( in questo caso la radioterapia
con protoni a causa del distacco di retina può determinare il
rischio di glaucoma neovascolare secondario ); la chirurgia deve
essere associata ad applicazione di placca di rutenio sull’area
dell’asportazione per sterilizzare i bordi chirurgici.</p>



<p>L’asportazione del tumore attraverso vitrectomia
via pars plana viene raramente effettuata in casi molto particolari.
Viene invece effettuata dopo aver sterilizzato il tumore con protoni
accelerati allo scopo di risolvere il distacco retinico associato che
rappresenta peraltro la prima causa di perdita visiva in questi
pazienti.</p>



<p>Infine l’enucleazione del bulbo oculare viene
effettuata nei casi di tumori voluminosi e comunque quando le
condizioni dell’occhio (con particolare attenzione alla funzione
visiva) e della persona lo consigliano. Importante ricordare la
possibilità di ricostruzione della cavità oculare con una protesi
interna rivestita della sclera umana (il tessuto bianco dell’occhio)
ottenuto da donatore da banca dell’occhio per poter fissare i
muscoli oculari tali poi da permettere alla protesi oculare esterna
di muoversi in modo coordinato ai movimenti dell’altro occhio.</p>



<p>In conclusione si può dire che non esiste la
terapia “migliore”.</p>



<p>Tutte le tecniche terapeutiche ad oggi disponibile
devono essere conosciute dall’Oncologo Oculare per quanto riguarda
le indicazioni, i risultati, le complicanze-conseguenze per poter
effettuare una scelta del trattamento più opportuna a seconda del
caso da trattare. Peraltro quindi a seconda delle competenze il
trattamento scelto potrà essere effettuato o in prima persona dal
Medico che ha preso in cura il paziente ovvero essere demandato al
collega più esperto in quella tecnica.</p>



<p>Inoltre è da considerare che le finalità del
trattamento in ordine di priorità sono: la vita del paziente, il
mantenimento dell’occhio del paziente e il mantenimento anche
parziale e temporaneo della migliore funzione visiva dell’occhio
malato. Mentre l’indicazione al trattamento deve considera diversi
fattori quali: le caratteristiche del tumore, le condizioni
dell’occhio affetto dal tumore, le condizioni dell’altro occhio&nbsp;
e le condizioni generali del paziente (età, sesso, salute, contesto
familiare, contesto sociale, contesto lavorativo…..). Per questi
motivi allora l’indicazione terapeutica non coincide sempre con la
scelta terapeutica. Infatti importante è curare la persona e non la
malattia garantendo sempre la migliore qualità possibile di vita.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it/melanoma-intraoculare/">Melanoma intraoculare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.carlomosci.it">Carlo Mosci</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il tumore all&#8217;occhio</title>
		<link>https://www.carlomosci.it/il-tumore-allocchio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[guguweb]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 12:40:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[tumore oculare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contenuto divulgativo tratto da:https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-allocchio Cos&#8217;è L&#8217;occhio, l&#8217;organo che ci permette di vedere, ha una struttura molto complessa. Semplificando molto, si può dire che è l&#8217;occhio è composto di tre parti: il globo oculare, l&#8217;orbita e i cosiddetti &#8220;annessi&#8221;. La struttura&#8230;</p>
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<p>Contenuto divulgativo tratto da:<br><a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-allocchio">https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/tumore-allocchio</a></p>



<h2>Cos&#8217;è</h2>



<p>L&#8217;occhio, l&#8217;organo che ci permette di vedere, ha
una struttura molto complessa. Semplificando molto, si può dire che
è l&#8217;occhio è composto di tre parti: il globo oculare, l&#8217;orbita e i
cosiddetti &#8220;annessi&#8221;.</p>



<p>La struttura principale, il&nbsp;<strong>globo
oculare</strong>&nbsp;è una sorta di sfera riempita di materiale
gelatinoso &#8211;&nbsp;<em>umor vitreo</em>&nbsp;&#8211; e rivestito da tre
membrane:</p>



<ul><li>
la&nbsp;<em>sclera&nbsp;</em>(riveste
	l&#8217;esterno dell&#8217;occhio e, nella parte anteriore, è in contatto
	diretto con la cornea, la membrana trasparente che permette la
	visione)
	</li><li>
l&#8217;<em>uvea&nbsp;</em>(la
	membrana centrale, composta da iride, coroide e corpo ciliare)
	</li><li>
la&nbsp;<em>retina&nbsp;</em>(la membrana più
	interna, formata da cellule nervose sensibili alla luce, in grado di
	trasmettere l&#8217;informazione al cervello attraverso il nervo ottico).
</li></ul>



<p>L&#8217;<strong>orbita</strong>&nbsp;è rappresentata dai tessuti
&#8211; muscoli e nervi &#8211; che circondano il globo oculare, mentre sono
considerati&nbsp;<strong>annessi </strong>strutture come le palpebre o le
ghiandole lacrimali.</p>



<p>Il tumore dell&#8217;occhio si può sviluppare a partire
dalle cellule che costituiscono i tessuti di queste tre regioni
principali e, a seconda delle cellule di origine, viene classificato
come&nbsp;<strong>intraoculare</strong>&nbsp;(con origine nel globo
oculare),&nbsp;<strong>orbitale</strong>&nbsp;(con origine nell&#8217;orbita)
o&nbsp;<strong>annessiale</strong>&nbsp;(o degli annessi, con origine nelle
strutture considerate annessi oculari).</p>



<h2>Quanto è diffuso</h2>



<p>Si stima che il <strong>melanoma uveale</strong> colpisca in
Italia circa 400-500 persone l&#8217;anno.</p>



<p>Prende origine quasi sempre (oltre il 90 per cento
dei casi) nella coroide e nel corpo ciliare, ma può presentarsi
anche a partire dall&#8217;iride.</p>



<h2>Chi è a rischio</h2>



<p>Non è semplice identificare i fattori di rischio
di sviluppare un tumore, soprattutto se si tratta di una neoplasia
non molto comune come quella dell&#8217;occhio.<br>
<br>
In base alle
attuali conoscenze, l&#8217;unico fattore di rischio noto per il&nbsp;<strong>linfoma
primario dell&#8217;occhio</strong>&nbsp;è imputabile a un sistema immunitario
particolarmente debole, tipico di persone affette da malattie come
l&#8217;AIDS o persone che assumono farmaci anti-rigetto a seguito di un
trapianto.<br>
<br>
Per quanto riguarda invece il&nbsp;<strong>melanoma
dell&#8217;occhio</strong>&nbsp;sono stati identificati altri fattori di rischio
come l&#8217;etnia (il tumore è più comune negli individui di pelle
chiara), il colore degli occhi (per il quale sono più a rischio le
persone con gli occhi chiari) e alcune condizioni ereditarie come la
sindrome del nevo displastico o la melanocitosi oculodermica (o nevo
di Ota), o anche la rara condizione ereditaria nota come sindrome
BAP1, in cui è presente un&#8217;alterazione del gene BAP1, che aumenta il
rischio di alcuni tumori, incluso il melanoma dell&#8217;occhio. Infine, il
rischio di melanoma aumenta con l&#8217;età ed è di poco più frequente
negli uomini che nelle donne.<br>
<br>
Un&#8217;eccessiva esposizione al
sole e alcune professioni (soprattutto quelle che favoriscono il
contatto con alcune sostanze chimiche potenzialmente nocive) sono
fattori di rischio possibili, ma non dimostrati con certezza per il
melanoma dell&#8217;occhio.</p>



<h2>Tipologie</h2>



<p>Quando si parla di&nbsp;<strong>tumore
intraoculare</strong>&nbsp;(del globo oculare) è importante innanzitutto
distinguere tra tumore&nbsp;<strong>primario</strong>&nbsp;&#8211; che ha origine
direttamente dalle cellule dell&#8217;occhio &#8211; e&nbsp;<strong>secondario</strong>&nbsp;&#8211;
costituito da metastasi di altri tumori (seno e polmone tra i più
comuni) che abbiano raggiunto l&#8217;occhio.</p>



<p>Tra i tumori intraoculari primari nell&#8217;adulto, il
più comune è il&nbsp;<strong>melanoma</strong>&nbsp;che in genere colpisce
l&#8217;uvea, una membrana costituita da cellule che producono melanina
(melanociti) e che viene in questi casi chiamato&nbsp;<em>melanoma
uveale</em>. Il melanoma dell&#8217;uvea &#8211; che in nove casi su 10 si
sviluppa a livello di coroide e corpo ciliare &#8211; è molto più raro di
quello che colpisce la pelle.</p>



<p>L&#8217;altro tipo di tumore intraoculare primario che
può colpire l&#8217;adulto è il&nbsp;<strong>linfoma</strong>&nbsp;(praticamente
sempre di tipo&nbsp;<a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/guida-ai-tumori/linfoma-non-hodgkin">non-Hodgkin</a>),
che origina dalle cellule immunitarie chiamate linfociti. Interessa
più comunemente persone anziane, debilitate o con problemi al
sistema immunitario.</p>



<p>Nei bambini, il tumore intraoculare primario più
comune, sebbene molto raro, è il&nbsp;<strong>retinoblastoma</strong>, una
malattia che prende il via dalle cellule della retina.</p>



<p>I tumori&nbsp;<strong>orbitali e annessiali
dell&#8217;occhio</strong>&nbsp;nascono da tessuti come muscoli, nervi o pelle.
In questa sede i tumori si sviluppano in maniera analoga a quanto
accade in altri distretti corporei diversi dall&#8217;occhio.</p>



<h2>Sintomi</h2>



<p>I principali sintomi dovuti a melanoma o linfoma
intraoculare sono legati a&nbsp;<strong>problemi visivi</strong>, in
particolare si possono riscontrare: vista offuscata, improvvisa
perdita della vista o comparsa di macchie nere all&#8217;interno del campo
visivo e lampi di luce.<br>
<br>
Sintomi specifici per il melanoma
intraoculare includono la perdita di una parte del campo visivo, la
presenza di una macchia scura all&#8217;interno dell&#8217;iride, il cambiamento
della dimensione o della forma della pupilla e il cambiamento della
posizione dell&#8217;occhio e del suo modo di muoversi.&nbsp;Nei pazienti
con melanoma dell&#8217;occhio in genere&nbsp;<strong>il dolore è raro</strong>&nbsp;e
i sintomi compaiono solo quando la malattia raggiunge gli stadi più
avanzati.<br>
<br>
Per quanto riguarda il linfoma intraoculare, che
di norma colpisce entrambi gli occhi, ma può dare problemi più
importanti in uno dei due, i sintomi specifici possono essere
arrossamento dell&#8217;occhio e sensibilità alla luce. Il dolore
all&#8217;occhio può essere presente, ma è in genere raro.<br>
<br>
È
importante ricordare che i sintomi tipici di melanoma e linfoma
intraoculari possono essere segno di una patologia meno grave: la
comparsa di puntini neri nel campo visivo è tipica, per esempio, del
processo di invecchiamento e spesso non ha nulla a che vedere con il
tumore. Nel caso di dubbio è comunque importante rivolgersi al
proprio medico che saprà consigliare il percorso migliore da
seguire.</p>



<h2>Prevenzione</h2>



<p>I fattori che portano allo sviluppo dei tumori
dell&#8217;occhio sono ancora in gran parte sconosciuti e, per questo
motivo, è impossibile definire una efficace strategia di
prevenzione.&nbsp;Anche se il legame diretto tra melanoma dell&#8217;occhio
ed esposizione alla luce solare non è stato dimostrato, alcuni
medici sostengono che proteggere sempre gli occhi con occhiali da
sole adatti (con protezione totale dai raggi UVA e UVB) allontani il
rischio di sviluppare questa forma tumorale e comunque &#8211; e questo è
certo &#8211; gli occhiali da sole aiutano a proteggere dal melanoma la
pelle che circonda gli occhi.</p>



<h2>Diagnosi</h2>



<p>Il primo e più importante passo per la diagnosi
di un tumore intraoculare &#8211; sia esso melanoma o linfoma &#8211; è senza
dubbio la&nbsp;<strong>visita da uno specialista</strong>, l&#8217;oftalmologo, che
dopo una serie di domande per verificare la presenza di eventuali
sintomi sospetti o di fattori di rischio, procederà con una visita
accurata. Nel corso della visita lo specialista controlla la visione
e i movimenti dell&#8217;occhio e anche i vasi sanguigni all&#8217;esterno
dell&#8217;occhio (se ingrossati potrebbero infatti indicare la presenza di
un tumore) utilizzando anche strumenti specifici &#8211; oftalmoscopio,
lente gonioscopica eccetera &#8211; che permettono di vedere meglio
all&#8217;interno dell&#8217;occhio.<br>
<br>
La visita dell&#8217;oftalmologo in
genere è sufficiente per diagnosticare un melanoma intraoculare, ma
nel caso di dubbio possono essere necessari anche altri esami
come&nbsp;<strong>ecografia o angiografia con fluoresceina</strong>&nbsp;che
permette di vedere i vasi sanguigni all&#8217;interno
dell&#8217;occhio.<br>
<br>
La&nbsp;<strong>biopsia</strong>&nbsp;non viene
utilizzata molto spesso nel caso di sospetto melanoma intraoculare
anche perché è molto difficile prelevare una quantità di tessuto
sufficiente senza danneggiare l&#8217;occhio e potrebbe esserci anche il
rischio di diffondere il tumore, mentre è praticamente necessaria
per raggiungere una diagnosi certa di linfoma intraoculare. In questo
secondo caso si procede con la&nbsp;<strong>vitrectomia</strong>, cioè il
prelievo di una porzione della sostanza gelatinosa posta all&#8217;interno
dell&#8217;occhio e chiamata umor vitreo.</p>



<p>Una volta che il tumore dell&#8217;occhio è stato
diagnosticato è possibile procedere con esami che permettono di
verificare se la malattia si è diffusa anche in altre regioni
dell&#8217;organismo:&nbsp;<strong>radiografia al torace, tomografia
computerizzata, risonanza magnetica e</strong>, per il linfoma,
anche&nbsp;<strong>tomografia a emissione di positroni (PET)</strong>.<br>
<br>
Nel
caso di linfoma intraoculare è infine possibile procedere con
una&nbsp;<strong>puntura lombare</strong>&nbsp;per prelevare il liquido
cerebrospinale, un linquido che circonda cervello e midollo spinale.
Questo esame serve per verificare se sono presenti cellule di linfoma
anche in tale liquido, e quindi se il linfoma è diffuso anche in
altri distretti anatomici, dal momento che questo tumore spesso
colpisce cervello e midollo spinale.</p>



<h2>Evoluzione</h2>



<p>Per i tumori intraoculari non esiste un unico
sistema di stadiazione, cioè l&#8217;insieme dei criteri che permettono di
assegnare uno stadio della malattia e di capire quanto sia estesa e
di ottenere indicazioni per la scelta del trattamento e sulla
prognosi.</p>



<p>Per il melanoma dell&#8217;occhio può essere utilizzato
il&nbsp;<strong>sistema TNM</strong>&nbsp;che prende in considerazione tre
elementi: l&#8217;estensione del tumore (T), stato dei linfonodi (N; se
sono stati raggiunti o meno dalle cellule tumorali) e presenza di
metastasi (M), cioè quando le cellule tumorali raggiungono altri
organi, diversi o a distanza dalla sede iniziale in cui si è
sviluppato il tumore primitivo. Alle lettere TMN possono essere
associate ulteriori indicazioni che definiscono meglio il quadro, per
esempio numeri progressivi che indicano una gravità crescente. La
combinazione delle tre lettere definisce i diversi stadi della
malattia.</p>



<p>Tuttavia, invece del sistema TNM, in molti casi i
medici preferiscono utilizzare il&nbsp;<strong>sistema COMS</strong>&nbsp;(Collaborative
Ocular Melanoma Study, Studio collaborativo melanoma oculare), un
metodo di stadiazione che classifica i melanomi dell&#8217;occhio come
piccoli, medi o grandi a seconda dello spessore e del diametro della
massa tumorale.</p>



<p>Per quanto riguarda il linfoma intraoculare,
invece, non esiste un sistema di stadiazione unico e quindi si
possono utilizzare i criteri usati per la stadiazione del linfoma non
Hodgkin, in particolare il sistema&nbsp;<strong>Ann-Arbor</strong>&nbsp;che
distingue quattro stadi di avanzamento della malattia.</p>



<h2>Come si cura</h2>



<p>I tumori intraoculari sono piuttosto rari ed è
quindi più che mai importante, in questi casi, rivolgersi a un
centro specializzato dove medici esperti saranno in grado di
consigliare la terapia migliore per trattare la malattia cercando di
preservare la capacità visiva.<br>
Il trattamento può essere
diverso in base alla stadiazione della malattia e alle
caratteristiche del paziente e può essere utilizzata più di una
opzione terapeutica.</p>



<p>La&nbsp;<strong>chirurgia</strong>&nbsp;rappresenta
un&#8217;opzione di trattamento nel caso di melanoma intraoculare, mentre
non viene utilizzata nel caso di linfoma. Oggi la chirurgia &#8211;
iridectomia, resezione, enucleazione eccetera a seconda delle
caratteristiche del tumore &#8211; è meno diffusa rispetto al passato ed è
stata in buona parte sostituita dalla&nbsp;<strong>radioterapia</strong>&nbsp;che
spesso permette di distruggere le cellule tumorali senza danneggiare
in modo eccessivo la vista. Nonostante i progressi delle tecniche
radioterapiche &#8211; che nel caso di melanoma dell&#8217;occhio possono essere
a raggi esterni o interni, sotto forma di brachiterapia &#8211; in alcuni
casi resta il rischio di perdere la vista o di andare incontro a
problemi quali cataratta, distacco della retina, glaucoma o
sanguinamento nell&#8217;occhio poiché vengono danneggiate alcune
strutture.</p>



<p>In alcuni casi di melanoma (ma non di linfoma)
viene utilizzato il&nbsp;<strong>laser</strong>&nbsp;per eliminare le cellule
tumorali: la&nbsp;<em>termoterapia pupillare</em>, per esempio, si
serve del laser per scaldare il melanoma intraoculare e distruggere i
tessuti malati, mentre la&nbsp;<em>fotocoagulazione laser</em>&nbsp;&#8211;
che usa luce ad alta energia per bruciare il tumore &#8211; può risultare
efficace per piccoli melanomi. Come per la radioterapia vi possono
essere danni da laser terapia ad alcune parti dell&#8217;occhio con perdita
della vista.</p>



<p>La&nbsp;<strong>chemioterapia</strong>&nbsp;non è molto
efficace per curare il melanoma intraoculare, ma viene utilizzata da
sola o in combinazione con radioterapia per curare il linfoma
intraoculare. I farmaci chemioterapici possono essere somministrati
per via&nbsp;<em>sistemica</em>&nbsp;(iniettati in vena o sotto forma
di pillole per via orale per raggiungere tutti i distretti corporei),
ma anche per via&nbsp;<em>intraoculare</em>&nbsp;con iniezioni
nell&#8217;occhio che permettono di concentrare al massimo il farmaco
nell&#8217;area dell&#8217;occhio o<em>intratecale</em>, cioè direttamente nel
fluido cerebrospinale nel caso il linfoma si sia già diffuso oltre
l&#8217;occhio. I possibili effetti collaterali della chemioterapia
dipendono dal tipo di farmaco usato e dalla dose utilizzata.</p>



<p>Alcuni&nbsp;<strong>anticorpi monoclonali</strong>&nbsp;efficaci
per la cura del linfoma non intraoculare possono anche essere usati
per il linfoma che colpisce l&#8217;occhio.<br>
Per il melanoma sono in
fase di studio&nbsp;<strong>farmaci immunoterapici</strong>&nbsp;che aiutano il
sistema immunitario dell&#8217;organismo a contrastare le cellule tumorali
e&nbsp;<strong>terapie &#8220;intelligenti&#8221;</strong>, capaci di colpire in
modo mirato i geni coinvolti nello sviluppo della malattia.</p>
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		<title>Come si riconoscono i tumori oculari</title>
		<link>https://www.carlomosci.it/come-si-riconoscono-i-tumori-oculari/</link>
		
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2019 12:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
		<category><![CDATA[tumore oculare]]></category>
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<p>I tumori oculari rappresentano una malattia rara per l&#8217;oculistica e sono responsabili dell&#8217;1-2% dei decessi per tumore.<br> Il tumore più frequente è il melanoma, da non confondere con il melanoma della pelle, che può colpire tutte le parti dell&#8217;occhio e in particolare la coroide, il tessuto che riveste all&#8217;interno l&#8217;occhio; in questo caso si parla di melanoma della coroide, il tipo di tumore oculare più frequente. A oggi l&#8217;incidenza, cioè il numero di nuovi casi in un anno, è di 350-400 casi; per questo motivo il melanoma è considerato una patologia rara.<br> I Centri specialistici che si occupano dei tumori oculari sono pertanto pochi in italia e in Europa. Proprio perché si tratta di una patologia rara la prevenzione non è efficace e risulterebbe molto costosa. La possibilità di avere centri nazionali altamente specializzati come quello del Galliera (insieme a quello della Clinica oculistica dell&#8217;Università di Padova e quello della Clinica oculistica dell&#8217;Università Cattolica all&#8217;ospedale Gemelli di Roma) garantisce in modo rapido ed efficace la presa in cura dei pazienti inviata da medici oculisti.<br> La diagnosi viene effettuata con una visita oculistica completa e con l&#8217;ecografia oculare; per completare l&#8217;inquadramento diagnostico viene anche effettuata una angiografia (esame con liquido di contrasto) chiamata oCT, la cosiddetta TAC dell&#8217;occhio.<br> I melanomi oculari sono tumori maligni e possono pertanto disseminarsi nel corpo e dare metastasi, principalmente al fegato. A oggi le possibilità di cura prevedono soprattutto la radioterapia, che permette di distruggere in modo pressoché completo il tumore all&#8217;interno dell&#8217;occhio; questo permette di non dover sacrificare l&#8217;occhio e poter mantenere, in modo differente da caso a caso, la vista.<br> La radioterapia può essere eseguita direttamente sull&#8217;occhio mediante l&#8217;applicazione di placche di rutenio radioattivo, utilizzate presso il nostro ospedale (presso il centro di Padova vengono utilizzate anche quelle di iodio radioattivo).<br> Inoltre la radioterapia viene svolta mediante il trattamento con i protoni accelerati; questo genere di radioterapia viene effettuato grazie a una convenzione con il Centre Antoine Lacassagne &#8211; Cyclotron Biomedical di Nizza in Francia. L&#8217;alternativa terapeutica alla radioterapia è quella chirurgica, che prevede l&#8217;enucleazione &#8211; cioè l&#8217;asportazione in toto dell&#8217;occhio &#8211; cui fa seguito una chirurgia plastica ricostruttiva.<br> Altre patologie oncologiche rilevanti sono i tumori secondari che derivano da un tumore presente in altra parte del corpo (tipicamente il tumore della mammella nella donna e il tumore del polmone nell&#8217;uomo).<br> È molto importante sottolineare che accanto all&#8217;attività dello specialista oculista si è sviluppata una collaborazione interdisciplinare con i medici oncologi, i chirurghi , i radiologi, i radiologi interventisti e i genetisti che compongono il DMT &#8211; Disease Management Team &#8211; vale a dire un gruppo di lavoro che ogni settimana valuta in modo interdisciplinare tutti i casi di tumore oculare.<br> Il DMT a oggi è da considerare lo strumento più efficace di cura per un malato oncologico.</p>
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